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AVVISO IMPORTANTE

La Consacrazione al Cuore immacolato di Maria ci chiama ad una vita sempre più intensa e vera di testimonianza per i nostri fratelli. Per questo ogni consacrato, dopo essersi affidato a Maria, per diventare vero discepolo di Cristo e aumentare i frutti di questo grande dono ricevuto ha bisogno di tenere sempre accesa la fiamma della grazia con un serio cammino di fede.

 

Il consacrato è chiamato quindi a camminare nella fede insieme ad altri fratelli partecipando magari agli incontri settimanali e se non gli è possibile almeno scegliere uno di essi:

ogni mercoledì dalle 20.30 alle 22.00 con S. Rosario e Lectio Divina continua della Sacra Scrittura.
ogni giovedì dalle 21.00 alle 22.15 Adorazione Eucaristica, S. Rosario e Ascolto della Parola domenicale.
ogni venerdì dalle 21.00 alle 22.00 Adorazione Eucaristica.
il primo giovedì del mese ci sarà la Celebrazione Eucaristica.
il primo sabato del mese alle ore 21.00 il S Rosario, Celebrazione Eucaristica segue adorazione fino alle 24.00.

 

L’impegno settimanale ha bisogno anche di momenti di formazione e di incontro che saranno proposti durante l’anno, eventualmente nella seconda e quarta domenica del mese tradizionalmente usate fino ad oggi per la Messa e per l’Adorazione: queste, come sopra indicato, vengono pertanto proposte il primo giovedì (Celebrazione Eucaristica con rinnovo della Consacrazione) e gli altri giovedì e venerdì per l’adorazione.

 

Sostegno Pro-Terremoto

Chi volesse aiutare la nostra chiesa locale in questo momento di crisi dovuta al Terremoto può effettuare un versamento a:


Confraternita Sacre Stimmate di San Francesco

CAUSALE: OFFERTA PRO TERREMOTO
IBAN

IT88I0605513401000000018257

 

Potete segnalare il vostro nominativo con il vostro indirizzo email per permetterci di ringraziare per il vostro sostegno.

Il SANTO di oggi 13.08

   

Sant' Ippolito Sacerdote e martire

13 agosto - Memoria Facoltativa

Ascolta da RadioVaticana:

m. 235

Nel 230, durante l'impero di Alessandro Severo, la cui tolleranza in fatto di religione permise alla Chiesa di riorganizzarsi, venne eletto Papa Ponziano. Ma proprio in questa parentesi di pace avvenne nella Chiesa di Roma la prima funesta scissione che contrappose al legittimo pontefice un antipapa, nella persona di quell' Ippolito, restituito da un provvidenziale martirio all'unità e alla santità. Ippolito, sacerdote, colto e austero, era giunto ad accusare di eresia lo stesso pontefice San Zefirino e il diacono Callisto, e quando quest'ultimo fu eletto papa nel 217, si ribellò, accettando di essere lui stesso invalidamente eletto dai suoi partigiani. Si mantenne nello scisma anche durante il pontificato di San Urbano I e di San Ponziano. Intanto l'imperatore Alessandro Severo veniva ucciso in Germania. Gli subentrava il trace Massimino, più duro nei confronti dei cristiani. Trovandosi di fronte a una Chiesa con due capi, spedì entrambi ai lavori forzati in una miniera della Sardegna. Ponziano rinunciò al pontificato. A succedergli fu Antero, che governò la Chiesa solo per 40 giorni. Ippolito morì nel 235. (Avvenire)

Patronato: Cavalli

Etimologia: Ippolito = che scioglie i cavalli, dal greco

Emblema: Palma

Martirologio Romano: Santi martiri Ponziano, papa, e Ippolito, sacerdote, che furono deportati insieme in Sardegna, dove entrambi scontarono una comune condanna e furono cinti, come pare, da un'unica corona. I loro corpi, infine, furono sepolti a Roma, il primo nel cimitero di Callisto, il secondo nel cimitero sulla via Tiburtina.

Ponziano, dell'antica e nobile famiglia dei Calpurni, venne eletto papa nel 230, durante l'impero del mite e saggio Alessandro Severo, la cui tolleranza in fatto di religione permise alla Chiesa di riorganizzarsi. Ma proprio in questa parentesi di pace avvenne nella Chiesa di Roma la prima funesta scissione che contrappose al legittimo pontefice un antipapa, nella persona di quell'Ippolito, restituito da un provvidenziale martirio all'unità e alla santità. Ippolito, sacerdote, colto e austero, poco incline all'indulgenza e timoroso che in ogni riforma si celasse l'errore, era giunto ad accusare di eresia lo stesso pontefice S. Zefirino e il diacono Callisto, e quando quest'ultimo fu eletto papa nel 217, si ribellò, accettando di essere lui stesso invalidamente eletto dai suoi partigiani.
Si mantenne nello scisma anche durante il pontificato di S. Urbano I e di S. Ponziano. Intanto l'imperatore Alessandro Severo veniva ucciso in Germania dai suoi legionari e gli subentrava il trace Massimino, che rispolverò gli antichi editti persecutori nei confronti dei cristiani. Trovandosi di fronte a una Chiesa con due capi, senza pensarci su spedì entrambi ai lavori forzati in una miniera della Sardegna. Ponziano è il primo papa deportato. Era un fatto nuovo che si verificava nella Chiesa e Ponziano seppe risolverlo con saggezza e umiltà: perché i cristiani non fossero privati del loro pastore rinunciò al pontificato, e anche questa spontanea rinuncia è un fatto nuovo.
A succedergli fu il greco Antero, che governò la Chiesa per quaranta giorni soltanto. Il gesto generoso di Ponziano deve aver commosso l'intransigente Ippolito che morì infatti riconciliato con la Chiesa nel 235. Secondo un'epigrafe dettata da papa Damaso, Ippolito, pur essendosi ostinato nello scisma per un malinteso zelo, nell'ora della prova "al tempo in cui la spada dilaniava le viscere della madre Chiesa, mentre fedele a Cristo camminava verso il regno dei santi", ai seguaci che gli domandavano quale pastore seguire indicò il legittimo papa come unica guida e "per questa professione di fede meritò d'essere nostro martire". D'altronde studi recenti porterebbero a distinguere tre diversi personaggi: un Ippolito vescovo e scrittore, un Ippolito martire romano e un terzo, autore di saggi filosofici, da identificarsi con l'antipapa contrapposto a Callisto e a Ponziano. I corpi dei due martiri, trasportati a Roma con grande onore vennero sepolti, Ippolito lungo la via Tiburtina e Ponziano nelle catacombe di S. Callisto.


Autore: Piero Bargellini

fonte: www.santiebeati.it

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