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Novena a Maria che scioglie i nodi

  Come pregare la Novena: 1.Fare il segno della Croce; 2.Recitare l’atto di contrizione. Chiedere perdono per i nostri peccati e, soprattutto, proporre di non commetterli mai più; 3.Recitare le prime tre decine del...

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22 Novembre 2019 21:00 - 22:00

AVVISO IMPORTANTE

La Consacrazione al Cuore immacolato di Maria ci chiama ad una vita sempre più intensa e vera di testimonianza per i nostri fratelli. Per questo ogni consacrato, dopo essersi affidato a Maria, per diventare vero discepolo di Cristo e aumentare i frutti di questo grande dono ricevuto ha bisogno di tenere sempre accesa la fiamma della grazia con un serio cammino di fede.

 

Il consacrato è chiamato quindi a camminare nella fede insieme ad altri fratelli partecipando magari agli incontri settimanali e se non gli è possibile almeno scegliere uno di essi:

ogni mercoledì dalle 20.30 alle 22.00 con S. Rosario e Lectio Divina continua della Sacra Scrittura.
ogni giovedì dalle 21.00 alle 22.15 Adorazione Eucaristica, S. Rosario e Ascolto della Parola domenicale.
ogni venerdì dalle 21.00 alle 22.00 Adorazione Eucaristica.
il primo giovedì del mese ci sarà la Celebrazione Eucaristica.
il primo sabato del mese alle ore 21.00 il S Rosario, Celebrazione Eucaristica segue adorazione fino alle 24.00.

 

L’impegno settimanale ha bisogno anche di momenti di formazione e di incontro che saranno proposti durante l’anno, eventualmente nella seconda e quarta domenica del mese tradizionalmente usate fino ad oggi per la Messa e per l’Adorazione: queste, come sopra indicato, vengono pertanto proposte il primo giovedì (Celebrazione Eucaristica con rinnovo della Consacrazione) e gli altri giovedì e venerdì per l’adorazione.

 

Sostegno Pro-Terremoto

Chi volesse aiutare la nostra chiesa locale in questo momento di crisi dovuta al Terremoto può effettuare un versamento a:


Confraternita Sacre Stimmate di San Francesco

CAUSALE: OFFERTA PRO TERREMOTO
IBAN

IT88I0605513401000000018257

 

Potete segnalare il vostro nominativo con il vostro indirizzo email per permetterci di ringraziare per il vostro sostegno.

Lectio Divina

Lectio Divina - Luca 1,26-38

logo_Lectio_Divina_Lectio Divina - Vangelo di San Luca 1,26-38 - l'Annunciazione.
in occasione del
I Incontro Affidamento Cuore Immacolato di Maria "Regina dell'Amore"

Anzitutto leggiamo il testo con attenzione

Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38)

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». 38Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

 

Ancora oggi ci sono angeli che custodiscono la nostra vita, ancora oggi troviamo tante belle occasioni per incontrare il Signore: Lui continua a mandarci i suoi angeli! Non avranno ali e piume ma sicuramente sono autentici testimoni e profeti della sua Parola, ascoltata, vissuta, annunciata, testimoniata.

Il nostro ascoltare questa Parola del Vangelo che ci viene proposta tante volte durante l'anno liturgico ha bisogno di uno sforzo personale, ha bisogno che noi decidiamo di ascoltarla. Non possiamo darlo per scontato: è necessario che vogliamo ascoltare, vedere, sentire, vivere la Parola. Soprattutto questa scelta è necessaria quando ci si presenta una Parola che abbiamo ascoltato tante volte che più o meno sappiamo a memoria.

Cerchiamo di vedere le singole parti di questo brano:

L'Angelo è mandato ad una Vergine: una donna! La donna è sempre stata considerata niente in Israele, la sua statura sociale equiparabile a poco più di un servo. La donna fin da subito nel Vangleo di San Luca ha una importanza fondamentale: è grazie a lei e attraverso di lei che si compie il disegno del Padre. Una Vergine per di più, una donna illibata, una donna pura dentro e fuori, una donna senza macchia, incorrotta! La Vergine, quale immagine potrebbe essere assomigliata all'anima di colui che senza precomprensioni si mette in ascolto e accoglienza della Parola, di colui o colei che decide di incontrare seriamente il Signore e fa in modo di preparare per Lui una degna dimora. Il Signore viene nel cuore delle anime che lo invocano, di coloro che confidano in Lui, in coloro che giorno e notte sono a Lui unite nella incessante preghiera. La Vergine si chiamava Maria: di significato incerto ma così semplice e chiaro che tutti ricordiamo come si chiama la mamma di Gesù e anche, per volontà Sua, la mamma nostra del Cielo.

L'Angelo entra da lei: non fermiamoci alle immagini filmografiche che ci rappresentano una luce, un bagliore, un uomo (angelo) che si presenta a Maria. pensiamo che l'Angelo entri da lei, nel suo intimo, nella sua interiorità, nella sua anima, nel suo cuore, nel luogo più interno della suo essere. L'Angelo deve incontrare il cuore della donna Maria perchè ha un messaggio troppo importante per rischiare che sia frainteso, che il suo correre sia invano. L'Angelo, l'inviato di Dio, l'Ambasciatore che Dio manda è Gabriele: il suo nome significa forza di Dio. Ed infatti con forza, con la forza stessa che nasce dalla Parola di Dio, l'Angelo entra in contatto, interiore e profondo con Maria. A lei dona una Parola, dona la Parola!

Rallegrati: la prima cosa che la Parola di Dio vuole donare è la gioia! Non è possibile scegliere di seguire Cristo senza gioia (durante le nozze di Cana Gv 2, manca il vino, manca la gioia... bisogna intervenire!), non è possibile voler ascoltare un suo messaggio, una sua parola senza la gioia. In realtà quando ci mettiamo davanti al Vangelo, normalmente il primo impatto è quello dell'apatia, della incapacità ad incontrare una persona, Gesù che ci vuole interpellare, che vuole donarsi a noi. Ma se abbiamo il coraggio di restare lì siamo abilitati a sperimentare la gioia, quella vera che nasce dall'incontro con il Signore. La gioia di cui Gabriele parla non è la gioia di un momento, di un attimo, non è il relativissimo "carpe diem", cogli l'attimo! La gioia di cui si sta parlando è qualcosa che inizia ora, adesso ma che, per grazia di Dio non ha fine. E' la stessa cosa che sperimentiamo quando abbiamo il coraggio di incontrare la Parola, di metterci in ascolto: passiamo da un'apatia ad un incontro che scatena, se glielo lasciamo fare, qualcosa di imprevedibile, come è imprevedibile incontrare un angelo nella nostra strada.

Eppure Dio sceglie di usare un angelo per avvicinarsi ad ogni anima. Non cerchiamo di vedere con la vista degli occhi ma con quella del cuore. Scopriremo che tanti angeli abbiamo nella nostra vita: ognuno con una sua particolarità, con una caratteristica, con una proprietà "divina". Angeli che servono, che ridono, che ballano, che scherzano, che incoraggiano, che aiutano, che sorreggono, che amano, che perdonano, che illuminano.... quanti angeli! Perchè non ci accorgiamo quasi mai?

Maria permette all'Angelo Gabriele, alla forza di Dio che viene a lei, di parlare: Rallegrati o piena di grazie, il Signore è con te! Se la gioia è il sentimento che capiremo pian piano, cammino facendo, la grazia del Signore che vuole riempierci già c'è tutta in ognuno di noi. Però causa la nostra pigrizia, la nostra incostanza, la nostra povertà, troppe volte questa grazia non si sente, non si sperimenta... resta nel silenzio del nostro cuore... sta a noi volerla riscoprire, risvegliare... è grazia di Dio il fatto che si accenda una lampadina che illumina, che può illuminare se la lasciamo fare, la nostra vita, la nostra storia, le vicende quotidiane del nostro esistere...

In Maria questa grazia di cui parla Gabriele è piena, completa, totale. Lei è l'Immacolata Vergine scelta da Dio, è senza peccato nè macchia, nè ruga, nè alcunchè che possa generare impossibilità a gustare di questa Grazie! Ma anche Maria ha fatto un cammino, un percorso, si è lasciata prendere per mano da Dio e condurre dove Lui aveva preparato. Si è lasciata illuminare dall'Angelo e all'Angelo, come messaggero di Dio, ha dato disponibilità a Dio. Anche noi attraverso gli angeli della nostra vita siamo chiamati a dare disponibilità a Dio: a metterci in gioco per Dio, a fare in modo che: "Crocifissi con Cristo, non siamo più noi a vivere ma Lui in noi!" (cfr. Gal, 2,19-20).

Anche noi dopo un primo momento di gioia apparente, epidermica, quando facciamo una bella esperienza, di qualsiasi genere, potremmo essere provati nel timore, nella paura: questo momento è fondamentale perchè potrebbe generare a noi la scelta di non continuare, di non proseguire il cammino iniziato, di non prendere più in considerazione il fatto che Dio ci ha chiamato e che noi non abbiamo fatto altro che metterci a disposizione di Lui. Non lasciamoci prendere da questa tentazione, da questa prova, da questo timore.

Tante volte anche noi ci domanderemo: che senso ha vivere secondo il Vangelo, secondo la Parola di Gesù quando il mondo va tutto da un'altra parte? Che senso ha la mia vita? Perchè la sofferenza, il dubbio, la malattia, la morte? Ma anche a noi sarà, se lo vogliamo, ripetuto quanto è stato detto a Maria: "Non temere, hai trovato grazia presso Dio"! Dio ci guarda, Dio sta alla porta del nostro cuore e bussa continuamente e pazientemente, passa tante volte per incontrarci... troppo spesso trova la scritta "CHIUSO PER FERIE" e non insiste, Lui sa aspettare. Sa che la vera gioia può nascere solo da Lui e che solo Lui può togliere i timori che abbiamo nella nostra vita. Solo Lui... direbbe Santa Teresa d'Avila: "Solo Dio basta"! Non prendiamola come una frase fatta... ripetiamola nel nostro cuore, durante le nostre giornate soprattutto quelle più complesse, più difficili, più incomprensibili... Solo Dio basta! Non temere hai trovato grazia presso Dio!

Concepirai un figlio, lo darai alla luce, lo chiamerai Gesù: uomini o donne che siamo tutti siamo chiamati a partorire nella fede Cristo. Gesù deve nascere dalla nostra vita, dalle nostre scelte, dalla quotidianità della nostra esistenza! Dio vuole uscire dalle nostre mani, dalle nostre parole, dai nostri gesti... da tutto quello che noi siamo perchè non siamo più noi ma Gesù a vivere in noi!

Non basta poi partorire, che presuppone un concepimento, un tempo di attesa e un momento di parto, ma anche dare alla luce: se ho scelto Cristo, se voglio seguire Gesù, questo si deve vedere. Non può restare un pio e bello desiderio, deve divenire una scelta concreta della mia esistenza: Dio deve avere il primato nella mia vita! Darlo alla luce a casa, in famiglia, a scuola, a lavoro, dovunque! Anche San Paolo ce lo dice: "annuncia la Parola sempre, in modo opportuno ma anche in modo inopportuno"! (Cfr. 2Tm 4,1)

Come in Maria e attraverso di lei, del suo eccomi, anche in noi Dio vuole fare grandi cose: vuole dire al mondo intero che Lui vuole solo amare le sue creature. Dio non fa paura...

Come avverrà questo? E' lecito per Maria fare domande, lei che è tutta pura e senza macchia, sarà ancora più lecito a noi che abbiamo una testa infasciata di pensieri e che spesso ci procuriamo del male da soli, causa la nostra incredulità. Anche noi dobbiamo imparare a dialogare con Gesù, con Dio, a paralare e a chiedere spiegazioni a Lui; come? Nella preghiera, nella relazione profonda con Lui. La preghiera non è recita inconsapevole di formule ma scambio di amore con Colui che ci ama e al quale possiamo confidare tutto. Se la preghiera diventa necessaria nella nsotra vita come il mangiare, il bere, il dormire ecc... allora comprenderemo il senso profondo e primo della stessa preghiera.

Anche perchè come l'Angelo risponde a Maria circa i suoi dubbi rassicurandola che lei non deve far altro che mettersi a disposizione di Dio, il resto lo fa Lui attraverso il Suo Spirito. Anche noi abbiamo questo Spirito che abita in noi, di cui noi siamo tempio vivo, ma troppo spesso è come se una fonte zampillante di acqua fresca di alta montagna ha un masso davanti e non riesce a donarsi a chi cerca acqua durante una giornata di sole. Questi massi sono i nostri cuori duri, tiepidi, relativisti, sciocchi, sporchi, chiusi, poveri, delusi, sofferenti, malati.... solo lasciando che la forza di quella fonte zampillante possa spaccare la roccia indurita del nostro cuore saremo capaci di gustare cose che neanche possiamo minimante immaginare... solo chi ha provato un acqua così pura può comprendere quello che con tanta difficoltà cerchiamo di dire...

Eccomi: quando Maria caspisce che pensa a tutto Dio, non fa altro che dire Eccomi! Non un mettersi a disposizione come a dire: "tanto cosa mi costa, non devo spendere un euro!", ma un mettersi in gioco con Dio stesso, diventa tempio vivo del Dio vivente! Si mette al servizio! Chi ascolta e non mette in pratica, dice Gesù... Maria dice Eccomi e poi parte, si mette al servizio della cugina Elisabetta. Così noi quando decidiamo di seguire Cristo, non bastano le cose esteriori, la messa, il rosario, il digiuno ecc... ma è necessaria una scelta radicale nella concretezza della nostra vita, mettersi in gioco perchè sia Cristo a giocare in noi, con noi, per noi. Spendersi per Lui ne vale sempre la pena, non ne rimarremmo mai delusi, vedremo cose che ora non vediamo perchè cerchiamo di toccare la fede, invece di viverla, cerchiamo di ascoltare il desiderio piuttosto che la volontà di Dio, cerchiamo di fare più che di essere. Riflettiamo su questa frase di Agostino: "Dio non vuole fare niente all'uomo senza l'uomo"!

Pensiamoci bene:

                        Se uno serve, serve!

                        Se uno non serve, non serve!

L'Angelo partì da lei: quando l'Angelo ha fatto il suo compito che altro deve fare? Il problema è quando ognuno di noi, angeli per gli altri, non siamo angeli per loro e invece di portarli a Dio attiriamo a noi stessi o peggio ancora a qualcos'altro!

Il vero Angelo, messaggero, quando ha fatto tutto quello che doveva fare, sa che è "servo inutile".

Il falso Angelo, non lo sa!

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